Il ricco e il povero – When Doves Cry

Quando sono le realtà socioeconomiche a svolgere il ruolo principale nel sostenere le gerarchie razziali. Intro #1

FOTO di Ken Nwadiogbu, 23 anni, un artista visivo di Lagos (Nigeria), specializzato in disegni iperrealistici in 3D realizzati su carta, creando immagini e ritratti così realistici che bisogna guardare due volte per assicurarsi che non siano fotografie.

 

In Italia, quando si parla di #razzismo, succede qualcosa di strano. La maggior parte delle persone è così ipocrita da mostrare una doppia faccia e ingannare il senso di rispetto con due pesi e due misure.

 

Per essere considerati vittime del #razzismo bisogna indossare uno status fisico ed economico standard, credibile e chiaro.

 

🌀 È complicato. 🌀

 

Le persone considerano come quintessenza della “blackness” alcune esperienze che in realtà sono legate, principalmente, alla povertà. Cioè bisogna essere visibilmente “razzializzabili”, poveri…… meglio …. Diciamo miserabile, “pietoso” e compatibile. Molto meglio, ancora, mostrare i propri abiti strappati e la propria condizione di sofferenza con un continuo lamento e una litania di “miserere”.

 

 

D’altra parte, se sei “razzializzabile” ma economicamente stabile (diciamo orgogliosamente ricco), sicuro di te, non compatibile, privilegiato… diventi un nemico. Un nemico per coloro che dovrebbero essere al tuo fianco, che dovrebbero sostenerti e appoggiarsi a te. Ti sostengono alzando un muro di #malvagità, #cattiveria e #maleducazione, a volte attaccandoti, a volte con un silenzio assordante, o, peggio, con un’agitazione mascherata avvolta da un’invidia tossica. Naturalmente queste non sono viste come vittimismo o lamentele, forse perché la ricchezza compra tutto.

 

 

Ok! Yap! Siamo tutti esseri umani. Hai ragione! La #gelosia e l’#invidia sono atteggiamenti umani comuni ed emozioni normali che tutti sperimentano. Tuttavia, ritengo che questo sia un modo ignorante di considerare gli esseri umani nella loro #profondità. Se non si sta attenti, la gelosia e l’invidia possono trasformarsi in risentimento e amarezza. E queste emozioni distruttive possono portare a una spirale viziosa verso il basso.

 

 

Non c’è la volontà di essere rispettosi e #curanti dell’anima di ogni persona né una #piena realizzazione del suo prezioso essere e della sua #diversità. C’è la sensazione di non essere all’altezza nella vita perché queste persone non possono competere con i loro amici e colleghi. Così, crescono consumate dall’#ostilità perché sentono di non ricevere la loro giusta parte. Succede anche (non a caso) tra e nella comunità nera: quando una persona #nera benestante non ha avuto esperienze di privilegio legate alla povertà o alla pelle chiara, i neri poveri la considerano “non veramente nera”. Questo accade anche, in genere, sui social media, che sembrano amplificare il risentimento. Ne sono stata testimone proprio due giorni fa. Una semplice discussione tra due ragazzi neri è diventata la terra di nessuno, un campo di anarchia totale, con insulti accesi, parole esplosive, atteggiamenti da vigliacchi e una sorta di botta e risposta da pusillanimi, senza alcun senso apparente. Ero così disgustata!

 

 

Credo che la strada sia ancora lunga. C’è un’enorme quantità di odiatori (di tutti i colori, razze e sfumature) là fuori, risentiti nei confronti delle persone di #successo, invece di essere ispirati e motivati a voler essere e avere ciò per cui la maggior parte degli esseri umani sta #lottando.

 

 

Le persone devono svegliarsi e capire che nessun nemico è mai stato in grado di causarci un danno simile a quello che infliggiamo a noi stessi. Abbiamo bisogno di vera compassione, che è più che gettare una moneta a un mendicante; dobbiamo capire che un edificio che produce mendicanti ha bisogno di essere ristrutturato. Come disse #MLK, “da qualche parte dobbiamo vedere che la giustizia è indivisibile, l’ingiustizia ovunque è una minaccia alla giustizia ovunque“.

 

 

Non dovremmo essere valutati in base a un criterio economico, ma in base alla nostra capacità di diffondere amore e compassione. Dobbiamo ricordare a noi stessi che non siamo in gara e non dobbiamo fare paragoni con altre persone, perché il nostro viaggio è unico ed è importante onorare la nostra #individualità. Solo perché il nostro vicino/amico/collaboratore è #ricco non significa che ci sta portando via i soldi. Nessuno ha una vita perfetta. Ma la piccola istantanea che vediamo può sembrare più affascinante di quanto non sia in realtà, soprattutto se stiamo guardando la vita di qualcuno sui social media. Non abbiamo idea di quali battaglie mentali stia combattendo quella persona. Non dovremmo mai tentare di fare generalizzazioni basate su ciò che pensiamo sia giusto nella vita né giudicare gli altri senza essere mai stati nei loro panni.

 

 

Possiamo celebrare i loro risultati quando consideriamo la vita come un’opportunità per cooperare, anziché competere. Dovremmo scrivere la nostra definizione di successo e conoscere i nostri valori; riconoscere che gli altri stanno lavorando ai propri #realizzazioni. I loro successi non devono sminuire o minimizzare i nostri.

 

 

L’unica persona con cui dovremmo confrontarci è quella che eravamo ieri. Cerchiamo di diventare un po’ migliori ogni giorno e ci sentiremo meno minacciati dai #successi degli altri.

 

 

Ora vi chiedo: ……. C’è una vera compassione da qualche parte nel vostro cuore?

 

 

 

 

 

 

 

 

Luisa Casagrande. Afro-Bodhisattva. Life, Soul and Business Senior Mentor. Chief Diversity Officer e Founder. Investo molto sulle persone e sullo sviluppo del capitale umano, lavorando sui talenti e sulla valorizzazione delle singole specificità. Vivo tra Lagos e Treviso.

Ho una formazione in Relazioni Diplomatiche Internazionali, Antropologia Biologica e Studi di Africanistica. Sono Co-Fondatrice e CEO di un Azienda Mineraria in un contesto particolarmente vivace e vigoroso quale quello del Continente Africano. Ricercatrice freelance di studi, cultura, tradizione e patrimonio africani, Executive & Cultural Senior Mentor accreditata presso la SIM, Scuola Italiana Mentoring, e alla EMCC, European Mentoring and Coaching Council. Fondatrice di Métissage Sangue Misto e Métissage Dynamics© , progetti dedicati al mondo delle persone di identità intersezionali e multiculturali, alla diversità culturale nell’ambito professionale e scolastico.

 

 

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